Duecento anni di sigaro toscano e tutti i suoi estimatori celebri

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Anche le donne uccidono. Non per questo si deve smettere di frequentarle. Anzi. Morir d’amore (mourir d’aimer) è una cosa stupenda. Credete a chi c’è passato. Quando, in paradiso, troverò quell’incompetente che ha imposto il terrorismo salutistico sulle scatole di sigari, giuro che l’ammazzo. Passi per le sigarette, che hanno la carta. Passi per gli Avana (o Habana) che sono sempre uguali (quelli della stessa marca e tipo, si capisce). Passi per i Brissago, ricordati da Eugenio Montale in una mestissima poesia: Parole. I Davidoff? Macché Davidoff. Ma il Toscano non meritava proprio un simile oltraggio. Il Toscano è vario, ineguale, sente l’aria intorno, ripropone il profumo del tempo. Basta così.

Quest’anno si festeggia il bicentenario della sua nascita. Il Signore si era dimenticato, venerdì sera tardi, di inventarlo. Il giorno dopo era di riposo. Quello dopo ancora gli era passato di mente perché c’erano già tante cose meravigliose da seguire, tra quelle che aveva fatto. Così nel 1815 – «Ai tuoi occhi, Signore, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, * come un turno di veglia nella notte», canta il salmista. Dove? Salmo 89 – mandò un acquazzone a bagnare il tabacco steso ad asciugare e oplà: ecco il toscano. L’ottavo giorno, come avrebbe poi scritto Thornton Wilder.

Volete saperne di più su questa meraviglia del creato? Andate qui: è il resoconto di una mostra romana del 2011, adesso visitabile in un libro. Oppure qui per le informazioni più tecniche.

Il Toscano

Noi, per fargli festa, abbiamo diramato un invito ai suoi amici ed estimatori che sono, presi un po’ a caso, i signori:

  • Giuseppe Verdi, musicista emerito.
  • Giacomo Puccini, musicista come il precedente, ma di diverso tenore. Colpevole, ai nostri occhi, di aver fumato anche sigarette. Perdonato per l’occasione.
  • Pietro Mascagni, noto autore di Cavalleria Rusticana. Dunque musicista anche lui, ma solo per così dire.
  • Arturo Toscanini, il più grande fra i direttori d’orchestra di tutti i tempi. (Ovviamente questo è quel che pensiamo noi. Gli altri possono pensare quel che gli pare).
  • Luciano Berio, ma qui son tutti musicisti? No. Però anche Luciano Berio è uno dei grandi compositori del Novecento. Non a tutti piace, ma ciò non toglie che sia un grande, grandissimo.
  • E infine Tommaso Salvini, grande tenore morto nel 1915 che, bontà sua, fumava i toscani sostenendo che gli facevano bene alla gola. Forse sognava di diventare come Tom Waits, se la cronologia non gliel’avesse impedito

Poi ci sono i politici, tra i quali:

  • Giuseppe Garibaldi, noto terrorista, ricercato in mezzo mondo, poi divenuto senatore del Regno d’Italia. Morto a Caprera, ma di vecchiaia.
  • Rocco Buttiglione, filosofo, uomo politico. Ogni tanto compare in televisione.
  • Fausto Bertinotti, uomo politico, non filosofo, scomparso dai teleschermi dopo aver perso tragicamente le elezioni, anni fa. Sua moglie dice che ama leggere san Paolo nonostante sia ideologicamente di tutt’altra parrocchia.
  • Umberto Bossi, detto Il Senatùr, amico di Silvio Berlusconi, fondatore della Lega Lombarda, inventore del celodurismo, padre del più noto Bossi Renzo, detto il Trota.
  • Pier Luigi Bersani, uomo politico tra i più seri e preparati, Presidente della Regione Emilia-Romagna dal 1993 al 1996, segretario del PD dal 2009 al 2013, e altro.

Tra gli artisti non musicisti:

  • Il primo degli invitati è Amedeo Modigliani, al quale è stato dedicato ufficialmente un sigaro. Il Toscano Modigliani, appunto.
  • Carlo Levi, pittore oltre che scrittore. Tra i suoi libri: Cristo si è fermato a Eboli, La doppia notte dei tigli, Le parole sono pietre, Il futuro ha un cuore antico.
  • Mario Soldati, scrittore, regista, autore di memorabili trasmissioni quando la nostra televisione era ancora bambina, suocero di Stefania Sandrelli, inventore del Toscano Garibaldi. Non potendo fare a meno di fumare, quando i medici gli imposero la più rigorosa astinenza si inventò un marchingegno a pompetta col quale teneva acceso un sigaro per sentirne almeno il profumo. Non ebbero cuore di dirgli che il fumo passivo è peggio dell’altro.
  • Georg Grosz, pittore e grafico (grandissimo) tedesco poi naturalizzato americano. Tornato a Berlino dopo la guerra, morì lì all’età di 65 anni perché, ubriaco fradicio, aprì la porta della cantina – interrata – invece di quella di casa. Precipitò per le scale e morì. Non risulta che sulle scale tedesche sia scritto: Attenzione, la cantina uccide.
  • Federico Zeri, che dire di lui? che sapeva tutto dell’arte. Tutto e qualcos’altro. Poi venne Sgarbi.
  • Carlo Bo, critico e studioso di letteratura, Rettore della Libera Università di Urbino per anni. Personaggio spigoloso di cui Giovanni Papini – scrittore alquanto polemico – ebbe a dire che aveva l’ingegno più corto del cognome. Invidia.

I giornalisti non li vogliamo.

  • Però Gianni Brera, almeno, bisogna ricordarlo. Fu un grande inventore di parole per il calcio. La più famosa di tutte è “abatini”, per indicare alcuni giocatori che si muovevano sul campo con fragile eleganza.
  • E Giuliano Ferrara, se non altro per la sua mole e la barba che ricorda l’effigie stampata sui Garibaldi.

Cinema.
Nei nostri anni il Toscano più famoso è quello di Clint Eastwood in Per un pugno di dollari. Ma qui trovate la galleria di tutti gli altri, compreso il Principe Salina – il Gattopardo Burt Lancaster – e Totò, che in La banda degli onesti va a comperare un sigaro per cambiare le diecimila lire false. Qui è però ripreso in un altro film, perché nel precedente non fuma. Trovate anche una foto in cui il regista Alberto Lattuada accende un ammezzato a una signora non identificata. Perché anche le donne fumano il Toscano. Nei nostri giorni si è convertita a questa religione la cantante Nada (quando era giovane), cioè Nada Malanima come si presenta adesso.

Qui c’è invece una galleria di personaggi comuni sparsi negli anni. Meravigliosi.

Non potevamo concludere questa carrellata senza citare don Luigi Giussani, grande estimatore del Toscano e altresì fiero oppositore delle scritte terroristiche sulle scatole. E don Gallo? anche don Gallo. Par condicio.

Né si può evitare il ricordo di un celebre testo poetico di derivazione (probabilmente) surrealista, in seguito musicato a delizia dell’infanzia nostra e di tanti altri:

La barchetta in mezzo al mare
è diretta a Santa Fè
per andare a caricare
mezzo chilo di caffè

La comanda un capitano
dalla barba rossa e blu
fuma il sigaro toscano
e proviene dal Perù.

 

 

 

 

 

Fonte: Bergamopost

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